Atanacković Dejan

Dejan Atanacković

Belgrado, 1969

Artista visivo, scrittore e attivista serbo, realizza mostre personali dagli anni Novanta in Serbia, Bosnia, Italia, Canada e USA.

Ha insegnato in vari programmi universitari a Firenze e a Siena nell’ambito delle arti visive, della cultura e della letteratura, anche in collaborazione con il Museo di Storia Naturale di Firenze.

È ideatore e direttore di progetti di collegamento e di scambio tra Belgrado e Firenze, con attenzione alle persone appartenenti a gruppi marginalizzati.
Dal 2022 al 2023 è stato consigliere comunale nell’Assemblea della Città di Belgrado per la coalizione Moramo. È stato arrestato e in seguito rilasciato per le contestazioni a salvaguardia dello Stari Savski Most, storico ponte sul fiume Sava. Negli ultimi anni ha firmato una rubrica sul settimanale “NIN”; scrive per “Novi Magazin”, per il quotidiano “Danas” e altrove. Lusitania, opera visionaria e militante, è il suo primo romanzo, per il quale ha ricevuto il premio NIN 2017, il più prestigioso riconoscimento letterario serbo. E se a salvarci dalla stupidità fosse proprio la follia?

Conduzione della giornalista Moira Bubola.
Interventi musicali di Mario Massa e Mixa Fortuna.

Incipit

Incipit di Dejan Atanacković. Lusitania (Bottega Errante Edizioni, 2025)

All’inizio del XX secolo la Casa del senno perduto era un’istituzione belgradese insolita e all’avanguardia.
All’epoca in cui il dottor Dusan Stojimirović vi fece la sua comparsa, i visitatori venivano accolti da una delegazione composta da personale medico e pazienti.
Ognuno aveva i propri compiti e le proprie responsabilità, non c’erano gerarchie nel senso stretto del termine. Il giardino colmo di verdure e fiori, e la vista di tutti coloro che erano impegnati nella sua manutenzione, suggerivano già al primo sguardo un approccio particolare nei confronti del paziente.
Erano banditi metodi terapeutici quali le immersioni in acqua e le docce fredde, allora del tutto normali in molte città d’Europa e d’America di solito associate con l’avanzamento della scienza psichiatrica.
Le restrizioni e, più in generale, la contenzione fisica venivano utilizzate solo in extrema ratio.