Abbiategrasso, 1967
Scrittore italiano, il suo esordio letterario avviene con la raccolta di racconti Pausa Caffè edita da Sironi editore nel 2004, libro finalista al Premio Chiara nel 2005.
Segue, nel 2009, la raccolta L’ubicazione del bene, edita da Einaudi, con cui vince il Premio Pisa 2009. Nel 2014 pubblica La gemella H, edito da Einaudi, vincitore di numerosi premi tra cui Premio Mondello Opera Italiana, il SuperMondello e il Premio Volponi.
Centrali, nella narrativa di Falco, sono alcuni temi, come il boom economico, il denaro, il lavoro, in quanto segni di una realtà fascio-capitalista storicamente egemone e capace d’introdursi anche nella dimensione privata dell’esistenza.
Da sempre attento al rapporto tra letteratura, fotografia e arte, Falco collabora con altri fotografi e artisti.
Insieme a Sabrina Ragucci ha partecipato, nel 2016, al progetto Red Desert Now! 30 autori e l’eredità di Michelangelo Antonioni, voluto da Linea di Confine e Die Photographische Sammlung / SK Stiftung Kultur di Colonia (progetto esposto all’Ospitale di Rubiera nel 2016 e a Colonia nel 2017).
Nel 2026 esce per Einaudi il suo romanzo Di ora in ora, che verrà presentato a ChiassoLetteraria. Altre opere pubblicate: Condominio Oltremare (con Sabrina Ragucci, L’orma editore, 2014), Sottofondo italiano (Laterza, 2015). Nel 2017 pubblica l’autobiografia Ipotesi di una sconfitta (Einaudi, 2015, vincitore del Premio Pozzale Luigi Russo 2018, il Premio Napoli 2018, il Premio Biella Letteratura e Industria 2019), Flashover. Incendio a Venezia (Einaudi, 2020, con 74 fotografie di Sabrina Ragucci), Il paradosso della sopravvivenza (Einaudi, 2023).
Spazio Officina
sabato 09 Maggio alle 14.30
“Alice” di Rete Due: incontro con Giorgio Falco Dejan Atanacković
Conduzione della giornalista Moira Bubola.
Interventi musicali di Mario Massa e Mixa Fortuna.
Incipit
Incipit di Giorgio Falco. Di ora in ora (Einaudi, 2026)
Il tentativo proseguiva da secoli.
Era la fine del pomeriggio, preludio di un lunghissimo tramonto.
Gli uomini entravano in acqua, formavamo la piramide umana intorno al palo di legno conficcato dentro il fondale.
Uno di loro si arrampicava sul palo alto dieci metri e unto di grasso: doveva raggiungere l’estremità e agguantare i premi appesi alla giostra metallica.
Durante la scalata, l’uomo rifiatava incitato dalle urla della folla, e giunto in cima sfiorava i premi: un fagiano morto, una gallina morta.
L’uomo, stanco e incerto nella scelta, scivolava imprecando avvinghiato al palo.
Altri uomini lo sostituivano, facilitati dal grasso rimasto appiccicato al corpo del primo.
Gli animali, ridotti a cose strappate dalla giostra, precipitavano senza peso nel vuoto.