Dischi Volanti

Dischi volanti

Per noi la musica è legata indissolubilmente al concetto di ALBUM.
Ci siamo cibati di cassette, vinili e cd, li toccavamo, ne fissavamo la copertina, sfogliavamo i libretti e provavamo ad imparare ed interpretare i testi.
Siamo abituati alla scomodità.

Non ci piace avere tutto subito e facilmente, senza ascoltare realmente e con la dovuta attenzione le canzoni, senza contestualizzarle all’interno di un album.
Anche per questo crediamo che in questi anni ’20 ci sia bisogno di ritornare a parlare di ALBUM, riproponendo integralmente quelli che hanno riempito i nostri pomeriggi e che ci hanno influenzato, cambiando il nostro modo di pensare e di concepire la musica.

La formazione:
Giovanni Gambardella: voce e chitarra
Daniele Orlando: chitarra e voce
Claudio Contri: batteria e percussioni
Andrea Cerè: basso
Paolo Pugliese: tastiere


CAPITOLO 4)
THE PIPER AT THE GATES OF DAWN

L’esordio discografico dei Pink Floyd è una delle migliori testimonianze dell’età dell’oro del Rock. La seconda metà dei 60s e in particolare il biennio ’66-’67, dagli States al Regno Unito, ha infatti segnato una svolta e un punto di non ritorno nella storia della musica contemporanea.

«The Piper At The Gates of Dawn» (1967) arrivò dopo due bizzarri singoli di successo — «Arnold Layne» e «See Emily Play» — e una sempre più crescente fama e curiosità attorno al gruppo, all’enigmatico leader e allo scalpore suscitato dai concerti (con light shows mai visti prima d’ora) nei club underground della Swinging London.

L’eclettica opera prima della band inglese nacque nello «studio 3» di Abbey Road mentre nello «studio 2» i Beatles stavano dando forma a «Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band»; questa prossimità sembra aver influenzato reciprocamente i rispettivi capolavori. Il disco è un crogiolo in cui si fondono (e si confondono) trame psichedeliche, luci caleidoscopiche, pennellate pop, escursioni spaziali, impeti tribali e tappeti sonori che fanno da sfondo all’elegante e surreale narrazione del visionario Syd Barrett.

Il cappellaio matto si lanciò da questa vetta di creatività verso il sole e come Icaro si bruciò, lasciando tuttavia ai posteri un arcobaleno fatto di canzoni che continuano a far sognare…

Live music e DJ set

Torna il consueto appuntamento musicale al Murrayfield Pub, che quest’anno si tinge di rosa per una Pink Night fuori dal comune, grazie alle selezioni dei vinili di Dj Costa e al concerto de I Dischi Volanti, diretti dal cantante e chitarrista Giovanni Gambardella, che offrirà l’interpretazione integrale e fedelissima dell’album “The Piper at he Gates of Down” (1967), esordio discografico dei Pink Floyd e una delle migliori testimonianze dell’età dell’oro del rock.
A seguire, il dj set di Turbolenta ليلى, in un mix favoloso di musica araba ed elettronica. E che il dancefloor si trasformi in un tappeto volante!