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Paolo Di Stefano

noto anche con lo pseudonimo di Nino Motta
Avola, 1956

È uno scrittore, giornalista, critico letterario, curatore editoriale, poeta, librettista e direttore artistico italiano.

Ha lavorato come giornalista al “Corriere del Ticino” e a “la Repubblica”, ed è stato responsabile delle pagine culturali del “Corriere della Sera”, di cui è adesso editorialista.

È stato editor presso la casa editrice Einaudi.
Ha insegnato Cultura giornalistica alla Facoltà di Lettere dell’Università degli Studi di Milano.

È autore di racconti, reportage, inchieste, poesie e romanzi, alcuni dei quali tradotti in francese e in tedesco.

Nelle sue opere affronta temi come la memoria e l’oblio, l’infanzia violata e la difficoltà di crescere, la famiglia e i rapporti generazionali, l’emigrazione, lo spaesamento, i rapporti Nord-Sud.

Tra le sue opere ricordiamo: la raccolta di poesie Minuti contati (Scheiwiller, 1990), i romanzi Tutti contenti (Feltrinelli, 2003, premi super Flaiano, super Vittorini), Nel cuore che ti cerca (Rizzoli, 2008, Premio Volponi), La catastròfa (Sellerio, 2011, Premio Volponi), Giallo d’Avola (Sellerio, 2013, Premio Viareggio-Rèpaci), Ogni altra vita (il Saggiatore, 2015, Premio Bagutta), Noi, (Bompiani 2020, Premio Pisa e Premio Alassio Centolibri), Ragazze troppo curiose (Bompiani, 2022), il reportage Mai più Vajont 1963-2023 (con R. Iacona, Fuoriscena, 2023), la sua seconda raccolta di poesie Negli anni. Poesie. Con 16 disegni di Tullio Pericoli (Manni, 2024).

Ha curato Diario civile, una raccolta di articoli di Cesare Segre (Il Saggiatore, 2024).

Incipit

Incipit di Paolo Di Stefano. Una giornata meravigliosa (Feltrinelli 2025)

Giovedì 28 settembre, 7:05 di un’estate prolungata ed estenuante sulle strade e autostrade, sui muri, nelle case, nelle campagne siciliane, pugliesi, toscane, lombarde, nel comune brianzolo in cui Katerina e Marta camminano a passi silenziosi lungo il portico deserto di piazza del Mercato, gambe nude e grosse scarpe da tennis.
Parlano sottovoce come temendo che un orecchio estraneo possa sentirle, e ovviamente hanno ragione.