Perché ha deciso di scrivere in svedese e non in finlandese? In quale delle due lingue è più facile scrivere per lei?

Ricordiamo che in Finlandia le lingue nazionali sono due: svedese e finlandese. Tuttavia, come ho detto, lo svedese é la mia lingua madre, perciò mi risulta più facile scrivere in svedese. Talvolta comunque scrivo anche in finlandese.

 

Nei suoi libri ha deciso di parlare della storia del suo paese. Pensa sia importante scrivere della storia per non dimenticare, e magari anche per farla conoscere a chi non ne è a conoscenza?

Penso sia molto importante scrivere, e soprattutto scrivere degli eventi passati. Chi non conosce la storia e ciò che è accaduto in passato porrebbe ripeterne gli errori. Grazie ai libri invece possiamo evitare che ciò accada, almeno in parte, perché siamo comunque essere umani e tutto può succedere. Penso che la letteratura aiuti particolarmente a rivelare misfatti commessi e tenuti nascosti in passato, facendo luce sulla verità.

 

Pensa che dai libri, in generale, si possa imparare a comportarsi nella società odierna? Leggere aiuta a comprendere la politica, l’economia e i fenomeni di estremismo purtroppo sempre più frequenti?

Sì, penso sia fondamentale, ed é una delle ragioni che mi ha spinto a scrivere libri che trattano anche di politica. Ritengo sia particolarmente importante oggigiorno, constatando che l’Europa sembra si stia avviando verso tempi sempre più bui e difficoltosi. Per questo penso che scrivere libri attuali e riguardanti temi politici sia molto importate al giorno d’oggi.

 

Intervista di Sofia Monleone
Foto di Omar Cartulano