© Fabienne Gantenbein
© Fabienne Gantenbein

Sarah Calörtscher

Coira, 1991

Nata e cresciuta nei Grigioni, dopo un Bachelor in Musica e Movimento, ha studiato Drammaturgia presso la Zürcher Hochschule der Künste (ZHdK).

Oggi lavora come autrice, drammaturga e musicista su progetti nell’ambito del teatro indipendente.

È co-fondatrice del gruppo Strange Modes” e compone anche per il teatro: get matched al Theater Neumarkt (2021), Replica al Treibstoff Basel (2023) e I want to belong al Theater Marie (2024). Dopo un semestre di studio al Theater Neumarkt, ha lavorato come assistente alla regia per Whistleblowerin di Anna-Sophie Mahler e Madama Butterfly di Satoko Ichihara.

Due anni fa ha scritto il suo primo testo, Herz aus Polyester, nel contesto del Dramenprozessor; il testo è stato premiato nel 2024 con il Kleist-Förderpreis e ha avuto la sua prima assoluta al Deutsches Theater di Berlino.

Per la stagione teatrale 2024/2025 è stata autrice residente (Hausautorin) nello Stücklabor del Theater Luzern.
Dal laboratorio è nato il testo Die Rückkehr der Fährfrauen.
Il suo terzo testo, Drill Baby Drill, debutterà a febbraio 2026 allo Staatstheater Nürnberg e sarà oggetto di una lettura scenica in italiano a ChiassoLetteraria.

È attualmente Artist in Residence a Heidelberg presso Isoquant (Centro di ricerca speciale in fisica quantistica), in collaborazione con il Nationaltheater Mannheim.

Nei suoi testi, Calörtscher parte spesso da tematiche scientifiche, intrecciandole con domande di filosofia da hobby e con assurdità provenienti dal mondo di Internet.

Al termine della lettura scenica, avrà luogo un incontro con la scrittrice.

Autrice: Sarah Calörtscher
Traduzione in italiano: Michela Bianchi
Regia: Giulia Rumasuglia
Interpreti: Agata Bervini, Marta Malvestiti, Ilaria Marchianò
Testo nominato per il Swiss PLAY Award 2026

Quest’anno, nella sua seconda edizione, la “Vetrina Prismi” di Luminanza porterà in Ticino i testi più interessanti della nuova drammaturgia svizzera e presenterà una parte della sua rassegna a ChiassoLetteraria.
L’intento è di esplorare quali sono e di quali temi parlano le nuove penne svizzere che scrivono per il teatro.
Per l’occasione, verranno inoltre letti due testi, tradotti appositamente in italiano, che fanno parte della shortlist del Play Festival, nuovo festival zurighese dedicato alla drammaturgia, con il quale nasce questa prima collaborazione.
La prima lettura è tratta dal testo omonimo di Sarah Calörtscher: in un’era post-fossile, in cui è stata consumata l’ultima goccia di petrolio, si apre improvvisamente nel suolo un pozzo misterioso e senza fondo. Gli scienziati si interrogano sulla possibilità che nelle sue profondità si nasconda una nuova fonte di energia.
Una geologa senza paura (anche culturista part-time) viene inviata a esplorarlo, accompagnata unicamente da un dispositivo di registrazione loquace.
Scendendo strato dopo strato nel labirinto dell’interno del pianeta, la protagonista perde progressivamente di vista la sua missione iniziale e si confronta con domande esistenziali sempre più profonde sul valore dell’umanità e sul suo futuro.

Al termine della lettura, la cui messa in scena è curata da Giulia Rumasuglia, una delle più interessanti giovani registe teatrali svizzere, verrà organizzato un incontro con la scrittrice, la regista e Alan Alpenfelt per la Vetrina Prismi.

Un secondo testo nominato per il Swiss PLAY Award 2026. “Una venere di 5743 anni” di Olivia Csiky Trnka, tradotto in italiano da Natalia Proserpi, verrà inoltre presentato il 3 maggio, alle 14.00, allo Spazio Lampo, Chiasso. Con la regia di Nina Negri e con Francesca Mazza. Seguirà incontro con l’autrice e la traduttrice.

Lettura in italiano. Entrata libera.