Durante la conferenza ha sostenuto che ogni autore in Russia scrive per dare delle risposte a domande importanti, sia per gli autori che per i lettori. Ha anche detto che ogni generazione ormai cerca risposte alle stesse domande, e tutte riguardano la “salvezza dell’anima”. Potrebbe articolare questo suo pensiero, per collegarlo alla situazione politico-economica attuale in Russia, ed alle vicende storiche dell’ultimo secolo?

Quello che più mi disturba è che attualmente ci sono molti scrittori estremamente dotati, che però sostengono il regime. Com’è possibile pensare di salvare le anime, mentre tutti aspettano la guerra? L’unico modo per cercare di riuscirci sarebbe continuare a scrivere “Basta! Stop!”.

Io questo l’ho gridato persino prima delle Olimpiadi, e con una lettera aperta ho cercato di domandare: “Russia, ma guardati! Dove stai andando?”. Purtroppo però la maggioranza segue il capo verso la catastrofe e la guerra. Questa è la situazione in cui la democrazia non ha più armi, fallisce, e coloro che si oppongono alla guerra vengono definiti traditori della nazione.

 

Ha parlato a lungo del profondo amore per la patria che esiste in Russia, che però viene strumentalizzato a favore del regime e sfruttato per sottomettere il popolo. Pensa che questo amore verrà mai utilizzato come simbolo della democrazia, per far emergere la Russia da quella che lei ha definito “la puzza del passato”?

Questa è una buonissima domanda, di cui anche io vorrei conoscere la risposta. Penso che la Russia vivrà a breve un momento di “grande catastrofe” che segnerà il crollo dell’impero russo. L’impero infatti si è continuamente autodistrutto nel corso dell’ultimo secolo: è stato così nel 1917, ed inseguito per la Perestroika. Verrà il momento in cui la piramide del potere di Putin crollerà; potrebbe essere domani, fra due mesi o fra vent’anni ma prima o poi accadrà. Dalle rovine della piramide del potere dittatoriale potrebbe emergere probabilmente un modello democratico. La Russia come la conosciamo oggi, con i confini attuali, forse non esisterà più: in alcuni parti del paese rimarranno dei regimi dittatoriali, ma in altre parti in cui la popolazione conosce valori europei ed occidentali, come ad esempio Mosca o San Pietroburgo, probabilmente sarà possibile costruire una democrazia. Ho cinque bambini, voglio essere ottimista!

 

 

 

Intervista di Manuela Fulga.
Si ringrazia Tiziana Mona per la traduzione.