Flora ferroviaria, una nuova riedizione

a 100 anni dalla nascita di Ernesto Schick

di Elisabeth Sassi

«Non so quale sia l’incantesimo che mi lega a questo libro, come se ci fosse un fascino chimico. Forse è la delicata dedizione dell’autore, forse è la cura dell’editore, forse altro. Non mi piacciono le piante, non sono mai stato a Chiasso, non so disegnare, ma ogni tanto accarezzo questo libro: forse è un libro con un’anima.»

– Recensione apparsa su Anobi, network indipendente dei lettori

Cosa ci portiamo a casa del percorso poetico-filosofico lungo i binari della ferrovia di Chiasso? Nella serata di giovedì 8 maggio, la botanica Antonella Borsari ha accompagnato una folla numerosa dai binari di ricovero per treni e locomotive di via Favre 5, punto di ritrovo, lungo via Sotto Penz. Il ricordo e il saluto iniziale sono però stati affidati a Ivan Schick, nipote di Ernesto Schick (1925-1991), fitospedizioniere e autore di Flora Ferroviaria – Ovvero la rivincita della natura sull’uomo. Osservazioni botaniche sull’area della stazione internazionale di Chiasso 1969-1978 (Edizioni Florette / Humboldt Books).

Con entusiasmo Antonella Borsari ci ha introdotte a fiori e piantine, rispondendo alla domanda e tu chi sei? Dopo questo dialogo, che da una parte ha ricordato che tutto è contaminato e tutto ci riguarda, per evocare Donna Haraway, e per certi versi ha riportato anche al modello di ecologia queer proposto da Antonia Anna Ferrante, siamo passate a un momento di riflessione sullo spazio, inteso come sintesi di una negoziazione continua tra l’essere umano e la natura, animato dal dottore in geografia Mosè Cometta. Ripreso il cammino, lasciato il bosco alle spalle, ci ritroviamo tra le case che ci avvicinano al quartiere dove ha sede il Centro intergenerazionale di Chiasso. Nel cortile, davanti a una piccola palazzina, Fabio Pusterla, con alla mano il suo nuovo libro fresco di stampa Fiumi nefrite vortici (Marcos y Marcos), condivide alcuni ricordi legati alla sua infanzia chiassese, ricorda che il grande fascio di binari che corre ai piedi del Penz aveva cominciato a nascere nel 1957 proprio quando nasceva anche lui e per questa ragione, la memoria dell’infanzia si accompagna alle immagini del diserbo e della cementificazione che, analizzate con lo sguardo dell’oggi, dice, è specchio della convivenza atroce che rappresenta la nostra condizione umana e il nostro disorientamento. Ad attenderci all’ultima tappa troviamo Alberto Nessi, che rispolverando lontani desideri di divenire attore, ci legge alcune sue poesie raccolte in Il mondo salvato dalle piante e La seconda bellezza. Poesie vegetali (entrambi editi da Interlinea), accuratamente selezionate perché, in un qualche modo, sfiorano Flora Ferroviaria e il suo autore, che è stato un caro amico del poeta.

Per Ernesto Schick fitospedizioniere

Questa birra che bevo

mi ricorda il Nesto fitospedizioniere

che amava i fiori di strada

e sapeva disegnarli. Chiasso allora

era luogo di scoperte e meraviglie:

mio padre era morto troppo presto

ucciso da un medico del borgo,

io lo cercavo nelle storie perse

nelle osterie, nei prati, sui binari

nei magazzini della Grande. Nesto, lui

cercava lo stupore nell’epilobio

la falsa ortica, l’enotera, la bugola. Lo cercava

nei fiori rinati dal diserbo, nei luoghi

saccheggiati da ruspe e trivelle,

cementati da betoniere, scossi

da vibratori: i luoghi della mia infanzia.

– da Il mondo salvato dalle piante, di Alberto Nessi

Questo è un resoconto, seppur approssimativo, della nostra “fitospedizione” dell’8 maggio. Come semi pluripotenti ci siamo contaminate scambiandoci storie, come piante pioniere abbiamo costruito ricordi, abbiamo migrato (anche se solo per pochi metri) e abbiamo raccolto aneddoti che rifioriranno magari domani, magari lontano. Tra le tante testimonianze vi lascio con un ricordo che germogliava nel 2010, un’idea di Simonetta Candolfi (che custodisce con orgoglio la recensione che trovate in esergo) e Nicoletta De Carli, amiche di lunga data che scherzosamente si definiscono “editrici per caso” di Flora Ferroviari di Ernesto Schick.

Il successo di questo libro è anche merito vostro. Quando avete capito che Flora Ferroviaria di Ernesto Schick meritava una riedizione?

Simonetta Candolfi: «La ripubblicazione di Flora Ferroviaria è nata per l’edizione Stanze di Chiasso Letteraria del 2010. Nicoletta De Carli ebbe questa intuzione per cui il giardino, in fondo, è anch’esso una stanza. Allora io mi sono ricordata di questo libro di Ernesto Schick, pubblicato la prima volta nel 1980, così abbiamo deciso insieme di rieditarlo e da lì in poi è stato un continuo seguirlo, nel senso è un libro che va nel mondo da solo. Questa riedizione, che è molto curata dal punto di vista grafico grazie allo studio CCRZ, piace tantissimo a un pubblico che non è solo quello interessato alla flora, ma è piaciuto trasversalmente a pubblici molto diversi.»

Flora Ferroviaria è diventato negli anni un oggetto per bibliofili. Un libro che ha ispirato scrittori come Belpoliti e artiste come Mona Caron, la quale nel 2023 realizzò il murale Bardana Ferroviaria, che vediamo sulla parete del Tertianum Comacini arrivando dalla dogana di Chiasso-Strada. Cosa racchiude la nuova edizione?

Nicoletta De Carli: «Per la riedizione avevamo chiesto a Nicola Schoenenberger, che è un botanico importante, di rivedere il testo e apportare delle note scientifiche attuali, perché Ernesto Schick non era botanico di formazione ed erano ormai passati trent’anni dalla stesura del testo originale. La quinta ristampa, uscita proprio quest’anno per una nuova edizione di Chiasso Letteraria, è arricchita da una prefazione di Graziano Papa e da una poesia e una nota di Fabio Pusterla.»

Ringraziamo il Centro Intergenerazionale di Chiasso per averci accolto nei suoi spazi e per aver ospitato la mostra curata dagli eredi Schick, arricchita anche da disegni e dipinti inediti di Ernesto Schick. Ringraziamo inoltre Espérance ACTI, di cui Ivan Schick è fondatore e Presidente, per aver cucinato un delizioso aperitivo vietnamita.  

Vi invitiamo a raccontarci cosa vi siete portate a casa dalla passeggiata poetico-filosofica attorno al libro Flora ferroviaria di Ernesto Schick sui nostri social, Instagram e Facebook: @ChiassoLetteraria