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Davide Sparti

(Roma, 1961)

Professore di Sociologia dei processi culturali ed Epistemologia delle scienze sociali presso il Dipartimento di scienze sociali e cognitive dell’Università degli studi di Siena.

È anche docente presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e presso l’Università della Svizzera italiana.

In passato ha insegnato presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca e l’Università di Bologna. È cofondatore e membro del comitato di direzione della rivista “Studi culturali”.

Collabora a numerose riviste scientifiche (“Iride”, “Paradigmi”, “Rivista di estetica”, “Rassegna italiana di sociologia”, “Intersezioni”).

Dagli anni 2000 Sparti ha concentrato la sua attenzione sull’estetica dell’improvvisazione.

Tra le sue opere: Epistemologia delle scienze sociali (Il Mulino, 2002), L’importanza di essere umani. Etica del riconoscimento (Feltrinelli, 2003), Suoni inauditi. L’improvvisazione nel jazz e nella vita quotidiana (Il Mulino, 2005), Musica in nero. Il campo discorsivo del jazz (Bollati, 2007), Il corpo sonoro. Oralità e scrittura nel jazz (Il Mulino, 2007), L’identità incompiuta. Paradossi dell’improvvisazione musicale (Il Mulino, 2010), Sul tango. L’improvvisazione intima (Il Mulino, 2015).

Nota bibliografica

La fine dei vandalismi. Milano, NNE, 2017, 392 p. (Trilogia di Grouse County ; [1]) [Tit. originale: The end of vandalism, 1994]

A caccia nei sogni. Milano, NNE, 2017,  232 p. (Trilogia di Grouse County ; [2]) [Tit. originale: Hunts in Dreams, 2000]