Barletta, 1987
Poeta, drammaturgo, traduttore e critico letterario è laureato in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” e si è specializzato in Filologia Moderna con una tesi in Storia del Teatro.
Come poeta ha pubblicato La Fama (finalista Premio Camaiore, Archinto, Milano 2011) e il Contrasto dell’uomo e della donna (CartaCanta, Forlì 2014) finalista nell’edizione 2015 del Premio Carducci.
Nato come autore all’interno della Compagnia Lombardi – Tiezzi di Firenze, nel 2011, a soli ventitré anni, è diventato drammaturgo stabile, collaborando alla realizzazione di numerosi spettacoli come I promessi sposi alla prova di Giovanni Testori (Milano, Piccolo Teatro Grassi, 2010), Un amore di Swann di Marcel Proust (Museo Nazionale del Bargello, Firenze, 2013) e Non si sa come di Luigi Pirandello (Modena, Teatro Storchi, 2013), La grande passeggiata, (Teatro Royal di Bari, 2012).
Nel 2017 è stato invitato dal Teatro Bellini di Napoli a partecipare al Glob(e)al Shakespeare, un progetto di sei riscritture shakespeariane di autori contemporanei.
Dal 2015 insegna Drammaturgia alla Flannery O’Connor School of Writing di Milano.
I suoi lavori sono tradotti e rappresentati in oltre quindici paesi. Collabora con il quotidiano “Domani”. Il prodigio (Mondadori, 2025), il suo primo romanzo, sarà al centro dell’incontro con gli studenti del Liceo 1 di Lugano, coordinati dallo scrittore, ma qui nelle vesti di docente, Massimo Gezzi.
Spazio Officina
sabato 09 Maggio alle 11.15
Incontro con Fabrizio Sinisi
In dialogo con il poeta, scrittore e docente Massimo Gezzi e gli studenti del Liceo di Lugano 1.
Incipit
Incipit di Fabrizio Sinisi. Il prodigio (Mondadori, 2025)
È comparso di notte. Furono in tanti, poi, a vantarsi di averlo visto per primi: netturbini, fornai, atleti insonni, scrittori divorati dall’ansia. Impossibile dire con esatezza chi, fra le tante anime silenziose che si muovano nell’ora purgatoriale fra l’ancora notte e il già mattina, rimase impalato per primo con lo sguardo in alto davanti al prodigio. Il riconoscimento, perlomeno ufficioso, sarebbe andato ad Anna F. (taccio certi cognomi per pudore di cronaca), una sex worker piuttosto nota in città con lo pseudonimo di Eleusina. ‘’Tornavo dal club dove lavoro’’ disse il giorno dopo agli inviati delle trasmissioni per le casalinghe del primo pomeriggio, ‘’casa mia non è vicina ma io ci torno sempre a piedi, mi piace, a quell’ora la città è deserta e se sono fortunata vedo già il primo azzurrino dell’alba, così ho alzato gli occhi e l’ho visto.’’