Sapreste dire di che colore sono i fiori che ha sul balcone il vostro vicino?

Sapreste descrivere com’erano vestiti vostra moglie e vostro marito questa mattina?

Sapreste riconoscere il profumo del vostro migliore amico?

Nella vita di tutti i giorni ognuno di noi vede ma non osserva, sente ma non ascolta, tocca ma non percepisce. Questo per dire che tutto quello che ci passa davanti non lo rendiamo nostro, non lo consideriamo e non lo apprezziamo. Florian Hauswirth e Katia Ritz tentano di stimolarci utilizzando la metafora del bosco e ci spingono verso l’introspezione.

In un ambiente cittadino, nel centro di Chiasso, ci invitano a prestare attenzione ai rumori e alle immagini della collina del Penz.

Ci isoliamo dai rumori della città. In estrema solitudine, eppure circondati da persone e traffico, riusciamo così ad apprezzare, conoscere e riconoscere i sussurri del silenzio del bosco.

L’installazione “Deerstand – Stagestand”, visibile allo Spazio Lampo fino al 4 giugno, è tutto ciò che rimane ancora aperto al pubblico della dodicesima edizione del festival. Un ultimo invito a riflettere ancora, sul bosco.


Riflessioni di Martina Borghesi