Tabù.

Tra sacro e profano, tra divieto e desiderio

 

Edizione 2018

La tredicesima edizione di ChiassoLetteraria, che ha luogo dal 2 al 6 maggio 2018, ha come titolo “Tabù”, tema che verrà declinato nelle sue accezioni letterarie, artistiche, psicologiche, sociali, culturali e politiche.

 

Derivato dalle lingue austronesiane della Polinesia, il termine “tabù” fu registrato per la prima volta dall’esploratore James Cook nel 1777, durante un viaggio a Tonga.
Il termine entrò nella lingua inglese con il significato di “vietato”, “proibito”.
In effetti, Cook aveva notato che in Polinesia le figure dei capi e dei sacerdoti più importanti erano circondate da un complesso sistema di proibizioni, che riguardavano sia il loro corpo sia i luoghi da essi frequentati.
Già nei contesti d’origine, il concetto di “tabù” presenta così un carattere ambivalente designando persone, luoghi, oggetti e comportamenti sia degni di attenzione e rispetto, sia potenzialmente contaminati e impuri e quindi da evitare.
Tra sacro e profano, tra puro e impuro, non esiste cultura che non si sia confrontata con il concetto liminare di “tabù”.

 

A portarci nell’affascinante e inconfessabile mondo dei tabù, scrittrici e scrittori svizzeri e internazionali.

Dany Laferrière ci condurrà con la maestria che gli è propria nella cucina dello scrittore e dei tabù che lo scrittore deve affrontare.
Jan Brokken ci parlerà dei tabù politici ed estetici con i quali si sono confrontate le avanguardie artistiche in Russia.
La voce di Milo De Angelis vibrerà nei tabù che la poesia è chiamata a infrangere per mantenere la propria vocazione di autenticità; mentre Donatella Di Pietrantonio ci porterà al cuore dei tabù familiari, quei tabù capaci di segnare una vita intera.
Se Tom Drury ci immergerà, con l’empatia del grande scrittore, nei tabù radicati nelle comunità rurali del Midwest americano, Alberto Nessi ci condurrà con passo lieve lungo il sentiero dei piccoli grandi tabù che scandiscono la vita sulla frontiera.
L’attenzione all’altro si declinerà con forza e coerenza grazie a Davide Enia, che ci farà confrontare con i tabù che l’umanità è chiamata a combattere per dirsi veramente tale; e a Max Lobe che ci mostrerà, con un’ironia senza peli sulla lingua, i tabù dei quali è oggetto lo “straniero” nel difficile percorso dell’integrazione.
Dal suo osservatorio geopolitico Loretta Napoleoni ci svelerà i segreti che regolano le dinamiche della criminalità organizzata, del terrorismo e della tratta di essere umani.
Con Burhan Sönmez scenderemo senza compromessi nel vivo dei tabù del silenzio e della censura, quelli che lo scrittore deve superare per dire la sua verità, anche a costo di essere imprigionato o torturato.
Altri tabù sono quelli sui quali ci renderà attenti l’antropologo Marino Niola, che interverrà sui totem e i tabù delle tribù alimentari. Per finire, o forse meglio per iniziare, lo psicanalista e saggista Massimo Recalcati ci svelerà i tabù profondi che al contempo agitano e strutturano la nostra psiche e l’immaginario collettivo.

 

Organizzato dall’omonima associazione, supportata da un comitato scientifico, il festival si propone quale momento di incontro e di condivisione di letteratura di qualità, in un ambiente attento e rilassato al contempo.
Non una semplice vetrina di autori più o meno noti, bensì un progetto articolato attorno a principi quali: la presentazione di autori di spessore spaziando attraverso generi, stili e forme espressive; la valorizzazione degli spazi del centro culturale, ma anche di luoghi inusuali; il coinvolgimento di un pubblico eterogeneo, intergenerazionale e transfrontaliero.

 

Il giornale del festival

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