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Stefano Valenti

(Valtellina, 1964) scrittore e traduttore letterario italiano. Di origine valtellinese, vive a Milano.

Ultimati gli studi artistici, si è dedicato alla traduzione letteraria. Il suo romanzo d’esordio, La fabbrica del panico (Feltrinelli, 2013), ha vinto il Premio Campiello Opera Prima 2014, il Premio Volponi Opera Prima 2014 e il Premio Nazionale di Narrativa Bergamo 2015.
Vi si narrano storie di vita operaia in fabbrica, ma anche malsane condizioni di lavoro, sottovalutate dagli stessi lavoratori, con conseguenze letali per la loro salute.

Ha quindi pubblicato un secondo romanzo Rosso nella notte bianca (Feltrinelli, 2016), che segue la vicenda di un uomo, Ulisse Bonfanti, traumatizzato dalla morte violenta della giovane sorella Nerina ad opera delle brigate fasciste attive nella Valtellina alla fine della Seconda guerra mondiale, una tragica fine che Ulisse troverà la forza di vendicare ormai settantenne, trascorso quasi mezzo secolo dall’atroce episodio.

Con una scrittura febbrile e incalzante Valenti evoca un trauma individuale, ma anche quello di tutta una stagione civile dell’Italia contemporanea.

Tra gli autori “classici” ha tradotto Germinale di Émile Zola (Feltrinelli, 2013) e Il giro del mondo in ottanta giorni di Jules Verne (Feltrinelli, 2014).