5

Settembre

2021

“La non-protezione: storie di violenza istituzionale” – Sguardo sulla letteratura della Svizzera italiana.

L’incontro presenta tre autori della Svizzera italiana che a titolo diverso hanno trattato il tema degli affidamenti di bambini e [...]


alle 11:15, Spazio Officina

Matteo Beltrami

Locarno, 1981
Operatore sociale e scrittore svizzero di lingua italiana.

 

Si è diplomato nel 2000 come gestore alberghiero e ristoratore. In seguito ha svolto diversi lavori; da postino a magazziniere, da venditore a manovale.

Per diversi anni ha lavorato come operatore sociale in progetti di strada e di prossimità, sia in Svizzera che nell’ America del Sud. Attualmente è educatore regionale di Scuola media nelle regioni di Locarno e Lugano.

La sua prima pubblicazione, Il mio nome era 125. L’odissea di un bambino vittima di un collocamento in un istituto di correzione (Edizioni Ulivo, 2019), è un romanzo sul tema delle misure coercitive di internamento di minori che furono in vigore nel nostro paese per molti decenni, fino all’inizio degli anni Ottanta del Novecento. Il libro, dal taglio biografico, è ambientato prevalentemente a Bellinzona ed è ispirato alla vicenda reale di Piero, un bambino, nato nel 1948, che venne separato dalla sua giovanissima madre all’età di 6 anni e quindi internato presso l’Istituto von Mentlen. Questo sfortunato bambino è il padre di Matteo Beltrami.

 

Nota bibliografica:

Beltrami, Matteo. Il mio nome era 125.  [l’odissea di un bambino vittima di un collocamento in un istituto di correzione]. Balerna, Edizioni Ulivo, 2019, 166 p. (I pedigreed).