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Pietro De Marchi

(Seregno, 1958), saggista, poeta e professore universitario italiano.

Vive a Zurigo dal 1984, dove insegna all’università. Oltre a un volume di racconti, Ritratti levati dall’ombra (Casagrande, 2013), ha pubblicato alcune plaquettes e tre raccolte poetiche, tutte edite da Casagrande: Parabole smorzate e altri versi (1990-1999), con prefazione di Giorgio Orelli (1999); Replica (2006; Premio Schiller 2007) e recentemente La carta delle arance (2016; Premio Gottfried Keller, 2016).

Un’ampia antologia delle sue poesie, con traduzione in tedesco, è stata curata da Christoph Ferber: Der Schwan und die Schaukel / Il cigno e l’altalena. Gedichte und Prosastücke 1990-2008, con postfazione di Fabio Pusterla (Limmat Verlag, 2009).
Un’altra antologia, con traduzione in inglese, è stata curata da Marco Sonzogni: Here and not Elsewhere. Selected Poems 1990-2010 (Toronto, Guernica Editions, 2012).

Ha pubblicato inoltre vari studi di carattere filologico e critico, tra cui l’edizione delle Poesie milanesi di Francesco Bellati (All’insegna del Pesce d’Oro, 1996), i due volumi Dove portano le parole. Sulla poesia di Giorgio Orelli e altro Novecento (Manni, 2002) e Uno specchio di parole scritte. Da Parini a Pusterla, da Gozzi a Meneghello (Cesati, 2003).

Più recentemente ha curato l’edizione dei racconti inediti di Silvio Guarnieri, Lavori d’autunno (Manni, 2012) e il volume di Giorgio Orelli Tutte le poesie (Oscar Mondadori, 2015).