Il tema cambio/change/wechsel della decima edizione del festival internazionale Chiasso/Letteraria è molto presente all’interno delle sue opere, dove i personaggi cambiano, si evolvono e soprattutto si sviluppano nel linguaggio. Tuttavia durante l’incontro ha sostenuto che, inizialmente, la storia del suo romanzo “Rapport aux bêtes” doveva essere il racconto del rapporto fra una moglie e suo marito. Scrivendo il libro però ha cambiato tema, sviluppando piuttosto la formazione dell’identità e della personalità dei personaggi. Di conseguenza vorrei chiederle se pensava di scrivere sul tema del cambiamento dall’inizio, oppure l’ha inserito in modo naturale, sviluppando la storia?

Il tema del cambiamento si è inserito naturalmente nella storia, mentre scrivevo. La situazione iniziale da cui sono partita era quella di un personaggio molto caricaturale e cattivo, un anti-eroe con dei sentimenti negativi. Sono stata quasi forzata durante lo sviluppo naturale della storia a svilupparlo e farlo evolvere, non potevo mantenere il personaggio come all’inizio durante il corso del racconto perché la storia stessa non avrebbe potuto svilupparsi a causa dei suoi difetti, e di quanto fosse chiuso. Ho dovuto necessariamente dargli una certa apertura affinché la storia potesse svilupparsi, quindi farlo cambiare.

 

Il cambiamento che si trova all’interno dei vostri libri, così diversi fra loro e che raccontano di universi e storie tanto differenti, ha influenzato anche lei come autrice e l’ha fatta cambiare?

Penso che sia proprio perché sono cambiata io personalmente che ho scritto i miei libri raccontando storie tanto differenti. Ogni volta sono i miei stati d’animo, i miei pensieri e le mie preoccupazioni a guidarmi. I miei libri sono come dei segnali che mostrano le tappe del mio cambiamento, e della mia evoluzione personale. Penso che bisogna prima di tutto cambiare sè stessi, evolvendo e sviluppandosi, per riuscire a scrivere dei libri che riflettano questi cambiamenti.

 

 

Intervista di Manuela Fulga.