Come si inserisce il tema del cambiamento all’interno delle opere di Daniel Spoerri, attualmente in mostra al m.a.x.museo di Chiasso, fino al 30 agosto? Perché é stato scelto proprio questo artista per rappresentare il tema change/cambio/wechsel all’interno del festival internazionale Chiasso/Letteraria?

Daniel Spoerri, artista svizzero di origini rumene, è probabilmente l’emblema dell’esperienza della contemporaneità della seconda metà del novecento. Il tema da lui più volte indagato, quello della trasformazione, è assolutamente centrale nelle sue opere, particolarmente nella Eat Art. L’elemento della naturalità delle cose, che nascono, vivono, muoiono e quindi si trasformano, è un tema di ricerca centrale per la sua poetica.

Daniel Spoerri è infatti l’inventore della corrente della Eat Art, nome da lui inventato nel 1967, dopo esperienze internazionali a Parigi ed anche a New York. Questo tema è particolarmente attuale se inserito all’interno delle tematiche di EXPO Milano 2015: “nutrire il pianeta – energia per la vita” si trova infatti in sintonia con il dibattito sul riferimento specifico del valore epocale del cibo, ed ai temi ad esso collegato. Pochi sono gli artisti contemporanei che affrontano la tematica così specificatamente, e molti sono invece quelli che la toccano soltanto, nelle loro diverse esperienze.

Inoltre Daniel Spoerri è un artista conosciuto internazionalmente, le sue opere sono esposte al MOMA, al City Art Museum piuttosto che al Museo d’Arte Contemporanea di Vienna e molti altri, e sono sicura che farà parlare sempre più la critica della contemporaneità.

Daniel Spoerri ha reso l’oggettistica quotidiana tema centrale delle sue opere – può approfondire?

All’interno delle sue opere si trovano tutti i temi legati alla Eat Art, all’elemento dell’incontro conviviale attorno ad un tavolo – come nei suoi famosi tableau piège, quadri trappola – che raccontano il vissuto delle persone che si incontrano, e le problematiche che ne sorgono. È come la fissazione di un attimo vissuto, e l’elemento artistico assume il valore di un’opera d’arte con una visione duchampiana. Marcel Duchamp è stato infatti un mentore per Daniel Spoerri, e da lui ha preso l’influenza delle opere d’arte con valore ready-made (oggetti di uso quotidiano che diventano opere d’arte). Daniel Spoerri però esegue un’operazione ulteriore: rovescia il piano di gravità delle cose, dando verticalità al piano orizzontale, con stupore del visitatore. Come per magia gli oggetti sono attaccati al muro e fanno ricordare ciò che è avvenuto invece su un altro piano, quello emozionale.

Questi riferimenti, che ricordano sempre il cibo e le attività svolte attorno al tavolo, riescono a trasmettere ad un pubblico vastissimo: persino il bambino può riflettere le sue esperienze nella paperetta o nel cucchiaino. Le opere di Daniel Spoerri riescono quindi a coinvolgere chiunque sul tema centrale dell’Eat Art. Il rapporto con la nutrizione si sviluppa dalla nascita, e si sviluppa nel rapporto con la conoscenza, nel rapporto con l’amore fino ai rapporti con il rifiuto del cibo e la morte, oppure il cibo avariato, altro tema importante per le sue opere.

La grande problematica Eat Art si risolve quindi in una maniera piacevole, ludica e giocosa, perché Daniel Spoerri riesce sempre a farci sorprendere e sorridere davanti a temi grandi ed importanti.

 

 

Intervista di Manuela Fulga a Nicoletta Osanna Cavadini, direttrice m.a.x.museo Chiasso