Intanto, mentre Anastasia ricostruiva i momenti più felici della sua vita in una sorta di dormiveglia, nello studio del dottor Khenn un paziente manifestava tutta la sua frustrazione.

Le pesanti tende di velluto sembravano restringere lo spazio. Risucchiare ogni boccata d’aria disponibile. Soffocarlo. Non voleva essere lì. Non sapeva nemmeno come ci era arrivato.

“Dottore lei non capisce.”

“Mi spieghi, cosa non riesco a capire signor Eric?”

Prima di rispondere lo sguardo di Eric indugiò sugli antichi mobili in mogano scuro, che il dottore aveva scelto anni prima con la moglie, quando ancora ai suoi sogni mancavano i contorni delineati dalla concretezza di un progetto. Quando si sentiva pronto a sondare ogni aspetto dell’animo umano. Quando ancora immaginava di riuscire a far coesistere vita privata e lavorativa come ogni lavoratore di questo mondo. Quando ancora non aveva conosciuto Anastasia, o Eric. Quando ancora credeva di poter fare la differenza.

“Non capisce che lei andava salvata.”

“Chi andava salvata? E da cosa?”

I pochi raggi di sole presenti nella stanza illuminavano i pulviscoli che, come immobili, aspettavano lo snodarsi di una risposta difficile.

“Da loro! Andava salvata da loro, quegli sporchi infami! Non poteva difendersi da sola, è fragile, e piccola. È solo una bambina.”

“Di chi sta parlando?”

Il dottore smise di prendere appunti, e si sporse in avanti, concentrato nel puro sforzo di capire. Era in questi momenti che il suo subconscio mandava al diavolo tutte le definizioni che aveva trovato nei libri di psicologia che aveva studiato con tanta passione e per tanti anni, e si ribellava perché rifiutava la scorciatoia di incasellare un problema in una definizione per aspettare che si risolvesse con qualche pillola e del tempo, e occasionalmente parole dette e inascoltate.

“Io sono come il suo angelo custode, capisce? Ma chi se ne importa se capisce oppure no! Può solo ascoltare perché non capirà mai. Nessuno può. Soltanto io. Devo proteggerla, dovessi metterci tutta la vita e ogni briciolo di energia, io farò tutto il possibile per aiutarla, anche quando lei stessa non saprà di aver bisogno del mio aiuto. Io glielo darò. Incondizionatamente.”

“D’accordo Eric, mi sembra di aver capito che lei l’unico che conosca davvero la situazione. La salvi, ma mi permetta di aiutarla per quanto mi è possibile, chi deve salvare?”

“Anastasia. È lei che ha bisogno del mio aiuto. Perché non lo sa ma è in pericolo.”