Secondo Eraldo Affinati, che stamattina è stato intervistato da Fabio Pusterla e dagli studenti del Liceo di Lugano 1, «la letteratura è intensificazione dell’esistenza.»

Affinati insegna italiano a ragazzi stranieri che arrivano a Roma da vari Paesi, spesso con storie tragiche alle spalle. E quest’intensificazione dell’esistenza può certo venire dal libro stesso, dall’autore, dalle sue parole, e dal legame che si crea fra questo e il lettore, le reazioni che un’opera letteraria suscita in chi la legge. Ma può essere anche altro.

Può anche essere un ragazzo iracheno che, con il suo accento straniero, legge dei sonetti di Petrarca alla radio, per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Intensifica l’esistenza: di chi legge e di chi ascolta.