La notte è giovane, io non più tanto. È quello che avrei dovuto dire a me stesso sabato sera, al Bar des îles, il bar degli esuli del festival. Ma quando ho iniziato a dirmi quella frase, avevo già bevuto un cocktail di troppo. E non riuscivo già più ad andare oltre la metà. “La notte è giovane.” Il resto è solo un gran mal di testa per tutta la giornata di domenica.

Eppure è strano dire che non sono più giovane. Essendo nato nel 2048, ormai in “esilio temporale” dal 2089 in questo vostro 2013, in realtà dovrei avere -35 anni. Strano abbiano servito dell’alcol a un minorenne. A un meno-trentacinquenne, per l’esattezza.

Sta di fatto che, indipendentemente dal tema, il bar di Chiassoletteraria è sempre un’ottima scusa per tirar mattina. L’anno scorso, sul tema della notte, c’era un senso profondo. Ma che sia profondo o meno, il senso delle cose prende tutta un’altra dimensione, con in corpo i cocktail giusti.

L’anno prossimo, se non sarò ancora riuscito a ritornare a casa, nel mio 2089, berrò solo acqua minerale e succo d’arancia. Promessa da marinaio, per ricollegarmi al tema dell’anno precedente ancora.